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Tutti i camperisti e caravanisti sonno che una corretta aerazione
dell’abitacolo è di fondamentale importanza, per una sana e
confortevole vita a bordo del veicolo da campeggio. La possibilità di
aprire finestre e oblò al momento opportuno è indispensabile sia
d’estate, per creare una piacevole corrente d’aria, sia d’inverno
per smaltire la condensa formatasi all’interno del veicolo. Il locale
toilette è sicuramente uno dei punti più critici al riguardo: qui
infatti deve essere garantita la massima aerazione nel più breve tempo
possibile, ma assicurando la privacy agli occupanti. La soluzione
migliore è sicuramente quella di un bagno dotato di finestra (meglio se
con vetro imperscrutabile) e di oblò a tetto. Quest’ultimo consente
infatti di arieggiare il piccolo vano senza aprire la finestra, cosa
senz’altro utile quando ad esempio ci si deve fare una pur veloce
doccia o, lasciando il mezzo incustodito, si vuole assicurare un minino
di ventilazione senza però lasciare aperta la finestra. In quei camper
o in quelle roulotte che dispongono solo di una finestra per il locale
bagno, è possibile montare, con una spesa non eccessiva, un oblò a
tetto. L’intervento non è molto complesso, anche se deve essere
effettuato con cura perché si va a toccare la scocca del mezzo. Vi
proponiamo in queste pagine l’applicazione su un camper di un mini-oblò,
ovvero un aeratore a tetto dotato di elettroventola per lo smaltimento
di odori e vapore. Il montaggio di questo utile accessorio è stato
effettuato presso l’officina Axel Camper di Pero
(Mi) e ha richiesto circa due ore di tempo. |
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La prima cosa da fare è scegliere la giusta posizione, che deve essere
grosso modo al centro del vano toilette. Ricordiamo che, con alcune
piccole varianti, è possibile montare questo tipo di aeratore anche in
altre parti dell’abitacolo, ad esempio in prossimità della cucina o
sopra un letto a castello. L’operazione forse più complessa è la
derivazione dei fili per la corrente e il loro collegamento con la
ventola dell’aeratore. La complessità sta nello smontaggio spesso
difficoltoso del mobiletto in termoformato nel quale sono racchiusi i
fili, oltre alla creazione di un piccolo canale nascosto dove i cavi
stessi devono passare, a meno di non volerli lasciare in vista. Queste
operazioni preliminari, spesso difficoltose, sono state volute dalla
meticolosità del nostro operatore, ma potrebbero al limite essere
eliminate o comunque semplificate se il risultato estetico non ci
interessasse più di tanto. |
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Scelta la posizione sul soffitto,
pratichiamo un foro con il trapano per avere un riferimento esterno (foto
1) e poter quindi effettuare il taglio del tetto. Non iniziamo
mai dall’esterno senza un riferimento interno, perché se sbagliassimo
le misure (cosa possibile anche a un buon operatore del settore)
potremmo non solo avere l’aeratore nella posizione sbagliata, ma
rischieremmo anche di finire sopra un armadietto. Seguendo quindi le
indicazioni interne, ma lavorando sul tetto del veicolo (foto 2),
ritagliamo con un seghetto un foro delle giuste dimensioni (lasciamo
qualche millimetro d’aria). Se siamo esperti e vogliamo nascondere il
filo elettrico all’interno della struttura, pratichiamo con il trapano
un foro a soffitto (foto 3), ma senza bucare completamente
il pannello: deve essere forato solo il compensato interno, più 2 o
centimetri di polistirolo. La posizione sarà quella di un armadietto
dove passano i cavi. Con un punteruolo scaviamo un canale nella lastra
di polistirolo, in modo da congiungere il foro appena praticato con la
parte precedentemente asportata con il seghetto (foto 4).
Facciamo quindi passare i fili elettrici (foto 5) e
colleghiamoli all’aeratore, il quale può così essere posizionato nel
suo alloggiamento (foto 6). La parte interna
dell’aeratore deve essere completata da una calotta estera e il tutto
viene unito con delle viti (foto 7). La perfetta tenuta
all’acqua, importantissima per evitare nel tempo le temutissime
infiltrazioni, avviene interponendo del mastice tra l’aeratore e il
tetto, oltre a una sigillatura finale con del silicone (foto 8).
Colleghiamo quindi i fili elettrici e, se avevamo smontato
l’armadietto in termoformato, rimontiamolo e sigilliamolo nuovamente (foto
9). L’operazione non è delle più complesse, soprattutto se
si evita lo smontaggio degli armadietti, ma deve essere eseguita con la
massima attenzione, onde evitare danni sia all’impianto elettrico sia
alla struttura del tetto. L’intervento può richiedere da 1 a 3 ore di
tempo, in base alla bravura dell’operatore. |



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