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E luce fu

Una fonte di luce supplementare nell’abitacolo può rivelarsi indispensabile in molte occasioni: 
vediamo come montare un faretto orientabile


La ricetta di una buona vacanza è fatta di tanti elementi, che uniti insieme servono a farci dimenticare per qualche giorno le fatiche del lavoro e a ritemprare il nostro corpo e la nostra mente. Ormai sono rimasti in pochi a pensare che la vacanza in camper debba essere una sorta di fuga dalla vita civilizzata per assaporare il gusto di una vita spartana ed essenziale:condizionatori d’aria, generatore di corrente, tv-color satellitare e altro ancora permettono al camperista  di fine millennio di portarsi ovunque il comfort di casa propria.
Uno degli elementi che più ha influenzato sul benessere fisico e psichico dell’uomo è senz’altro la luce: una corretta illuminazione della propria abitazione così come dell’abitacolo per le nostre vacanze ha un’influenza diretta sul corretto svolgimento delle funzioni domestiche e sulla possibilità di rilassamento, ma aiuta anche a dare una carica di buonumore alla nostra giornata. Capiamo quindi come siano di fondamentale importanza non solo le finestre del camper, ma anche l’illuminazione artificiale per le ore più buie della giornata. Se le lampade fornite di serie non sono sufficienti o non sono calibrate per tutte le nostre esigenze, la cosa migliore da fare è installare uno o più faretti supplementari nei luoghi giusti, ovvero dove necessita un’illuminazione mirata allo svolgimento di una particolare attività. L’intervento che vi proponiamo, realizzato presso l’officina Axel Camper di Pero (Mi), consiste nel fissaggio a parete di un faretto orientabile, collegato all’impianto a 12 volt del mezzo. Tutta l’operazione richiede un tempo sicuramente inferiore alle due ore, mentre il costo del materiale (attrezzi di lavoro esclusi) varia dai 25 ai 75 euro, a secondo del tipo di faretto scelto.

Per prima cosa, procuriamoci tutto l’occorrente: oltre al faretto e al cavo elettrico bipolare, sono da prevedere dei morsetti di derivazione e dei cavallotti fissacavo, un cacciavite, un paio di forbici, un trapano, il saldatore e alcune viti (foto 1). L’importante è scegliere accuratamente la posizione del faretto (foto 2), in base a due fondamentali parametri: l’esigenza di illuminazione e la possibilità di derivare la corrente a 12 volt. Nel caso illustrato, l’utente necessitava di una fonte di luce per leggere stando coricato del letto della dinette: ecco allora che si è provveduto a posizionare il faretto a circa 50 centimetri dal piano orizzontale dei cuscini. Se invece il fascio luminoso doveva illuminare il tavolo, l’altezza sarebbe stata maggiore e la posizione doveva essere scelta in moda da non creare ombre fastidiose. Se il faretto non ha un cavo elettrico molto lungo, o se vogliamo sostituirlo con uno di sezione maggiore e meglio protetto, occorre effettuare una giunzione. Speliamo quindi con la forbice le estremità dei due cavi (foto 3) e uniamole con un saldatore (foto 4), avendo poi cura di proteggere le parti di filo scoperte con un’apposita guaina termoretraibile (scaldandola aderisce al filo). Occorre poi scegliere la fonte da cui derivare la corrente elettrica, in un punto dove è protetta da un fusibile: nel nostro caso si è scelta la ventola della stufa, altrimenti si può optare per la centralina o li plafoniere. Se il faretto viene fissato sul cruscotto, per leggere ad esempio le carte geografiche senza disturbare il conducente, la derivazione deve essere fatta dall’accendisigari, oppure direttamente dalla batteria, ma interponendo un fusibile. Evitiamo di derivare la corrente dalla pompa idraulica, perché non rimane sempre accesa. Dobbiamo avere cura di non lasciare il cavo in una posizione visibile, sia per un fattore estetico sia per proteggerlo da strappi o rotture accidentali: dentro un armadio o un pensile, se ben fissato, il cavo è sufficientemente al sicuro. 

Con un trapano pratichiamo un foro nella parete dell’armadio (foto 5) e facciamo passare il cavo (foto 6), che viene fissato con degli appositi cavallotti avvitati sul legno (foto 7). Con delle viti a legno va anche fissato il faretto nella posizione prescelta.

Uniamo poi il filo elettrico collegato al faretto con quello della ventola della termoventilazione (foto 8), servendoci di due morsetti di derivazione. L’intervento è quindi completato (foto 9) e non ci resta che augurarvi una buona lettura serale, assistiti da un’ottima luce artificiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


NOTE: TRATTO DA AUTOCARAVAN NOVEMBRE 1997, PER GENTILE CONCESSIONE DI AXEL CAMPER


 
 

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